Monumento di interesse nazionale : Basilica della Santissima Annunziata - Firenze
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| Indirizzo : Piazza SS Annunziata, Firenze | |||
| Riferimenti: Tel.+39 0552398034 | |||
| Sito web:
http://annunziata.xoom.it/ |
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| Legge di istituzione: Decreto del 25 giugno 1869 | |||
| Proprietà: | |||
| Descrizione Storico Artistica: La basilica della Santissima Annunziata è il principale santuario mariano di Firenze, casa madre dell'ordine servita. La chiesa, è collocata nell'omonima piazza nella parte nord-est del centro cittadino, vicino allo Spedale degli Innocenti.
Esisteva in questa zona, tradizionalmente dal 1081, un oratorio fondato ai tempi di Matilde di Canossa come ex-voto per la fine dell'assedio di Enrico IV e dedicato alla Madonna. Nel 1233 era pressoché abbandonato, e fu chiesto al vescovo Ardengo Trotti da sette giovani fiorentini che avevano avuto una doppia visione della Vergine piangente per le continue discordie cittadine, il 15 agosto e l'8 settembre di quell'anno. Con la dedica a Maria Addolorata, fondarono una compagnia, ritirandosi in penitenza e in preghiera su un monte ai limiti del Mugello detto "Asinario", oggi contratto in Montesenario, a 18 km a nord della città. La strada per tale romitorio passava proprio fuori dalla Porta di Balla che affacciava sull'attuale via de' Servi, e l'oratorio sul sito della futura basilica era particolarmente conveniente nei loro spostamenti. Nel 1250 la compagnia, che intanto era stata rititolata popolarmente come dei Servi di Maria, pose la prima pietra per la costruzione di una più grande basilica. Questa prima chiesa, e il convento annesso, furono detti di Santa Maria dei Servi di Cafaggio, dai nomi dell'Ordine religioso e del luogo dove venne edificata, situato fuori delle mura di Firenze e della Porta di Balla. La prima notizia sicura sulla sua costruzione è un atto notarile del 17 marzo 1250 con il quale il vescovo di Siena Bonfiglio - la sede di Firenze era allora vacante - concesse ai frati di edificare una chiesa presso le mura, consegnando anche la prima pietra. La prima pietra fu evidentemente posta il 25 marzo 1250, festività dell'Annunciazione che in quell'anno cadeva il Venerdì Santo. L'anno dopo la chiesa era terminata almeno nelle strutture principali. Nel 1252, secondo una leggenda, i Servi di Maria vollero far dipingere l'affresco della loro Vergine Gloriosa, l'Annunciazione, da un pittore chiamato Bartolomeo, che mise tutta la sua perizia per rappresentare degnamente la scena. Ma nonostante diversi tentativi, fu preso da sfiducia perché non riusciva a dipingere il volto della Vergine. Cadde così in una strana sonnolenza e al risveglio, per miracolo, il volto apparve già dipinto, completato da un angelo. L'affresco che nei tempi successivi darà il nome alla chiesa, tuttora conservato nella cappella dell'Annunziata, divenne presto oggetto di grande venerazione e di profonda devozione da parte dei fiorentini. Infatti nel 1255 il Comune di Firenze fece tracciare una strada, l'odierna via dei Servi, che dalla Porta di Balla conduceva a Santa Maria dei Servi, mentre i frati comperavano il terreno per creare la piazza (1299, grazie alla donazione da parte del Comune di 400 fiorini d'oro). Nel secolo successivo la chiesa e il convento vennero inclusi nella cinta muraria trecentesca. Intorno al 1280 la chiesa doveva avere una pianta rettangolare, facciata a capanna volta a meridione e una piccola abside circolare. Verso la fine del secolo fu rifatto il pavimento e gli stalli del coro vennero intagliati dal maestro Guglielmo di Calabria. Altri maestri che lavorarono a Santa Maria dei Servi in questo periodo furono Datuccio dal Palagio, Daldo e il pittore Calandrino, che decorò l'occhio della chiesa. Nella prima metà del Trecento sono costruite varie cappelle e altari: S. Anna, San Biagio, San Martino della famiglia Guadagni, Sant'Iacopo, San Michele Arcangelo, Santa Maria del Purgatorio, Sant'Ansano e la SS. Annunziata. A metà del Trecento i maestri Neri di Fioravante e Giovanni di Fioravante ampliano la chiesa, creando una crociera e le cappelle di San Donnino dei Falconieri. Nel 1384 fra Andrea da Faenza, padre Generale dei Servi di Maria, affidò la direzione di altri lavori importanti all'architetto Antonio Pucci. Il 18 ottobre 1444 fu posta la prima pietra della tribuna. Progettista e direttore dei lavori fu Michelozzo di Bartolommeo che costruì o restaurò anche la sagrestia, la cappella Villani, la cappella della Madonna, il Chiostrino dei Voti, l'oratorio di San Sebastiano e la parte sinistra della navata. I lavori durarono fino al 1453 e ripresero nel 1460 sotto la direzione di Antonio Manetti (sua è la parte centrale del porticato). A seguito di problemi finanziari, i frati offrirono il patronato della fabbrica a Ludovico III Gonzaga, marchese di Mantova e finalmente, nel 1477, dopo lievi modifiche al progetto precedente di Leon Battista Alberti, la tribuna fu inaugurata. Nel 1481 furono terminati i lavori alla navata centrale. La chiesa si presentò così coperta con un tetto a capriate, con pilastri, archi e cornicioni in pietra serena. Nel Cinquecento i lavori alla chiesa subirono un rallentamento. Tuttavia furono dipinti gli affreschi del Chiostrino dei Voti, in fretta e furia prima dell'arrivo solenne di Leone X in città nel 1513; in quell'occasione fu collocato anche lo stemma mediceo sulla piazza e gli affreschi dei un giovanissimo Pontormo, oggi sostituiti da copie. Il 17 gennaio 1516, il cardinale Antonio del Monte, legato di Leone X, consacrò solennemente la chiesa. Negli ultimi decenni del XVI secolo fu aggiunto il portico esterno su finanziamento della famiglia Pucci (dei quali è presente lo stemma con la "testa di moro" marmorea sia nel pavimento sia ai lati del portico sui pilasti angolari) nel 1601 dall'architetto Giovanni Battista Caccini, per raccordare la facciata alla decorazione della piazza. Rispetto alle analoghe arcate dello Spedale degli Innocenti e del Loggiato dei Serviti, le colonne furono impostate più alte, perché per accedere alla chiesa non esisteva la scalinata come negli altri edifici: in tal modo si poté mantenere l'altezza degli archi dei tre loggiati tutti allo stesso livello. Nel 1664 Mattia de' Medici figlio di Cosimo II dette il suo aiuto a costruire il soffitto della chiesa. Fu disegnato da Baldassarre Franceschini detto il Volterrano che vi dipinse la Madonna Assunta. Il coro fu rivestito all'esterno di marmi e pietra serena e nel 1680 il Volterrano cominciò ad affrescare la cupola, terminandola tre anni dopo. Nel 1687 i frati decisero di rivestire la parte inferiore della chiesa con marmi, stucchi e dipinti. Tra il 1783 e il 1795 fu ripavimentata e le molte e ricche lapidi tombali che erano nel pavimento andarono disperse. Nel 1857 fu effettuato un ultimo grandioso restauro ad opera dell'architetto Giuseppe Poggi. La chiesa fu riaperta al pubblico il 20 agosto dello stesso anno alla presenza di papa Pio IX che celebrò all'altare della Madonna. Per donare l'olio da ardere che doveva servire tutto l'anno per le lampade della cappella dell'Annunciazione miracolosa, si effettuava una peculiare cerimonia, alla mattina della domenica in Albis da parte di una compagnia laico-religiosa, con il parroco della parrocchia d'appartenenza che si muoveva dalla propria sede per raggiungere in processione l'altare della Santissima Annunziata. La pittoresca cerimonia vedeva alla testa del corteo un somarello che portava a bastina, cioè sulla groppa, coperta da una bella gualdrappa, due mezzi barili d'olio ed un bambino di tre o quattro anni vestito da angioletto. La gente era attratta dalla semplice ma particolare cerimonia, definita "dell'Angiolino". (fonte Wikipedia) |
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