Monumenti Nazionali - Casa natale di Michele Bianchi - Belmonte Calabro - Cosenza

Monumento: Casa natale di Michele Bianchi - Belmonte Calabro - (CS)

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Indirizzo : Via IV Novembre, Belmonte Calabro, Cosenza
Riferimenti:
Sito web: http://www.comunedibelmontecalabro.cs.it/
Legge di istituzione: Regio Decreto - 24 novembre 1930 - n. 1578 - GU 289-1930
 
Proprietà:
Descrizione Storico Artistica: uomo politico nacque il 22 luglio 1883 da Donna Chiarina De Bonis e da Francesco Bianchi, nel centro storico di Belmonte, dove ancora possiamo visitare la casa natia. Frequentò il liceo a Cosenza, e a Roma si iscrisse alla facoltà di Legge. Per dedicarsi all’attività politica, lasciò gli studi divenne redattore dell’avanti e dirigente dell’ Unione Socialista Romana. Il 1° Luglio 1905 Michele bianchi assunse, per qualche mese, la direzione di Gioventù Socialista ( organo della Federazione Nazionale Giovanile Socialista ) organizzando una vasta campagna antimilitarista. Per tale fatto, fu deferito a dall’autorità e condannato. Nel dicembre si trasferì a Genova, come Segretario della locale camera del lavoro, e assunse la direzione di “Lotta Socialista”, svolgendo sin dall’ inizio una intensa attività giornalistica ed organizzativa per dare alla corrente sindacalista l’egemonia sul proletariato locale e dirigendo, per tutto il 1906, numerose agitazioni sia Genova che a Savona, dove si trasferì più tardi. Nel 1907 si trova a Ferrara e lì diresse il periodico la “ Scintilla” e apportò alle sue direttive un numero decisamente elevato di aderenti. Scoppiato il conflitto europeo, Bianchi si schierò nettamente per l’intervento dell’ Italia contro gli imperi centrali ma recesse e fondò il Fascio Rivoluzionario d’Azione Internazionalista, di cui divenne Segretario, firmando il manifesto detto “appello ai lavoratori d’Italia”. Faceva seguito al manifesto una stretta collaborazione con Mussolini. Costituitosi il partito Nazionale fascista nel novembre 1921, Bianchi fu eletto membro del comitato centrale, e quindi, come uomo di fiducia di Mussolini, Segretario Generale e membro della commissione incaricata di elaborare il programma statuto del partito. La sua attività è contraddistinta, in questo periodo, da una sottile politica mediatrice, egli prospettava l’alternativa tra ascesa al potere con nuove elezioni o per la via rivoluzionaria, dichiarandosi con Balbo e Farinacei, favorevole all’ultima soluzione. Decisa la rivoluzione, Bianchi svolse il compito di primo piano nella preparazione della Marcia su Roma. Da una parte, fu sua cura organizzare più saldamente il partito e allargarne l’influenza anche nelle regioni meridionali; dall’altra funzionò da spalla di Mussolini nei contatti con le varie forze politiche, Il 14 maggio 1924 rassegnò le dimissioni dalla carica di Segretario generale del Ministero degli Interni per incompatibilità con quella di Deputato. L’anno dopo, però, fu nominato alla carica di sottosegretario di stato ai lavori Pubblici con compiti specifici per le regioni sottosviluppate, rivolgendo gran parte della propria attività al potenziamento economico della natia Calabria, ottenendo mirabili risultati. Ritornato a Roma partecipò all’attuazione già in corso dell’ordinamento podestarile, alla riforma dello stato giuridico dei segretari comunali, al riordinamento dell’organismo della Provincia, al rinvigorimento della politica sanitaria ed assistenziale. Il 12 settembre 1929 il Bianco fu eletto alla carica di Ministro dei Lavori pubblici, dove mise a disposizione della nazione le sue esperienze calabresi. Contemporaneamente, le sue condizioni di salute, già da tempo precarie per una grave malattia, peggiorarono irrimediabilmente portandolo alla morte prematura, a Roma il 03 Febbraio 1930. Michele Bianchi è ricordato ancor oggi come grande politico soprattutto in Calabria, dove era lieto di tornare nelle pause della vita politica romana e dove vi sono vie e piazze a lui dedicate, e un monumento in ricordo del suo impegno per la Calabria e per tutti i lavoratori. Di lui, Mussolini scrisse: “Seppe contemperare il carattere particolarmente violento del movimento con le esigenze d’alcune situazioni politiche preesistenti che bisognava liquidare con saggezza... non si servì mai del fascismo, ma lo servì con umiltà".(fonte Comune di Belmonte Calabro)
Descrizione per il Visitatore:
 
Visita per :
Costi:
Indicazioni per la visita:
Tempo di visita /abbigliamento/varie:
 
Il Monumento e il territorio:
 
Fotogallery:
       

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