Monumento di interesse nazionale :
Abbazia di Praglia - Teolo (PD)

                               
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Indirizzo : Via Abbazia, 16, Praglia, Teolo
Riferimenti: Tel. 0499999300 - email: abbazia@praglia.it
Sito web: http://www.praglia.it/Biblioteca/biblioteca.htm
TCI : http://www.touringclub.com
Legge di istituzione: Legge - 7 luglio 1866 - n. 3036 - GU 187-1866 (anche se non esplicitamente richiamata)
 
Proprietà:
Descrizione Storico Artistica:  L’Abbazia di Praglia è sorta ai piedi dei colli Euganei a circa 12 chilometri da Padova lungo l’antichissima strada che conduceva ad Este. L’Abbazia, fondata negli anni tra l’XI e il XII secolo, rimase fino al 1304 una dipendenza dell’Abbazia di S. Benedetto in Polirone di Mantova. Solo con gli inizi del XIV secolo la comunità di Praglia, consolidatasi e radicatasi più stabilmente nell’ambiente padovano, si rese del tutto autonoma eleggendo un Abate preso tra le file dei propri monaci. Dopo il periodo piuttosto infelice, dal punto di vista sia spirituale che materiale, della “commenda” nel 1448 Praglia aderì alla Riforma di Santa Giustina di Padova e tale scelta fu la causa della sua “seconda nascita” spirituale, culturale e materiale.

L’Abbazia fu fiorente nei secoli successivi, fino alla soppressione napoleonica del 1810. Nel 1834, grazie all’appoggio del governo austriaco, i monaci rientrarono nel monastero. La ripresa della vita benedettina a Praglia ebbe però breve durata. Il 4 giugno 1867 venne applicata nel Veneto la legge che sopprimeva nuovamente tutte le corporazioni religiose. Così la comunità fu sciolta una seconda volta. La maggior parte di essa trovò rifugio nel monastero di Daila (Istria), allora in territorio austriaco. A Praglia rimasero solo due o tre monaci come custodi del monastero.

Il 26 aprile 1904 due monaci ritornarono in monastero e il 23 ottobre seguente poté riprendere a pieno la vita regolare che continua fino ai nostri giorni. (tratto dal sito www.praglia.it )
 
Descrizione per il Visitatore: il visitatore che si avvicina all'Abbazia di Praglia rimane stupito appena varca il portone d'entrata dell'area dell'Abbazia. Pur essendo a qualche centinaio di metri da una strada abbastanza trafficata queste e silenzio sono il biglietto da vista che lo accoglie sia per quanto sono curiosi sia per quanti sono alla ricerca di refrigerio spirituale. La struttura su pianura è quella classica delle Abbazie Benedettine con un corpo di fabbrica complesso che raggruppa la chiesa principale e il monastero. Tutta la struttura è pienamente funzionante.
La chiesa, molto affollata nelle giornate festive per le funzioni religiose, è posta al termine di una scalinata, che seppur breve, non molto è agevole a quanti possano avere difficoltà di movimento, è semplice e raccolta. La chiesa originaria doveva essere stile romanico-gotica, orientata est-ovest e probabilmente a navata unica, ma di questo primo edificio resta solamente la base del campanile. La torre campanaria doveva essere a cuspide ma, in seguito ad un fulmine che la colpì nel 1795 fu sostituita da un coronamento merlato. All’interno sono stati rinvenuti resti dell’ampia decorazione trecentesca ad affresco probabilmente della chiesa antica. La basilica abbaziale, dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta, è preceduta da un’ampia scalinata e domina dall’alto il paesaggio circostante.
L’interno è a tre navate, con dieci cappelle laterali. La navata centrale, che raddoppia la larghezza delle navate laterali, è cadenzata da esili pilastri che sorreggono la volta a botte. Il tamburo sormontato da cupola che sovrasta l’altare, gli oculi della facciata e della conca absidale costituiscono le fonti luminose principali dell’ampio edificio. Il progetto fu ideato dall’architetto Tullio Lombardo, che in quegli stessi anni (1499-1500) stava lavorando alla cappella dell’Arca del Santo, nella basilica di S. Antonio a Padova. Il catino absidale, realizzato intorno al 1530, è di Domenico Campagnola. Affrescati troviamo l’Ascensione di Cristo, una fascia decorativa monocroma in cui si svolge una ghirlanda di putti che recano i simboli della passione. Nel sottoarco si trovano sette riquadri raffiguranti busti di patriarchi e profeti e al centro il Padre Eterno. Il corpo dell’abside è suddiviso in cinque sezioni in cui sono rappresentati dei paesaggi sovrastati da cielo nuvoloso. Le due “finestre” laterali ospitano la rappresentazione dei santi padri Gregorio e Girolamo sulla sinistra, Ambrogio e Agostino sulla destra. La cupola, affrescata da Battista Zelotti, rappresenta la Glorificazione del sacrificio di Cristo. Sul tamburo, alternati alle finestre, sono rappresentati quattro episodi della vita di Gesù: la Natività, la Circoncisione, Gesù tra i dottori e le nozze di Cana. Nei pennacchi sono raffigurati i quattro Evangelisti affiancati da altrettanti Padri della Chiesa. Le pale d’altare delle cappelle laterali sono di pittori veneti dei secoli XVI e XVII: dello Zelotti è la pala dell’Assunta che si trova nella controfacciata della chiesa, altre opere sono di Dario e Alessandro Varotari, Antonio Badile, Domenico Campagnola e Luca Longhi.
Sospesa sull’altar maggiore è la pregevole Croce, della prima metà del ‘400, dipinta su ambedue i lati. Realizzata a tempera su tavola è di scuola giottesca padovana. Il coro ligneo, della metà del ‘500, originariamente collocato di fronte all’altar maggiore, fu sistemato nella posizione attuale nel 1572, in seguito ai dettami del Concilio di Trento. L’Assunta che sovrasta il coro è attribuita alla Bottega di Paolo Veronese. (tratto dal sito www.praglia.it )
Affiancata alla chiesa si sviluppa il monastero che raccoglie al suo interno la vita monastica dei frati ma anche attività alcuni spazi riservati all'accoglienza (sala per turisti, foresteria, centro convegni) e ad attività a servizio del monastero o della comunità più ampia (cantina, biblioteca, restauro del libro).
Il monastero è visitabile e si ha la possibilità di poter vedere i magnifici 4 chiostri, ognuno con caratteriste e peculiarità diverse. Tutto rigorosamente nella riservatezza e silenzi, quasi liturgiche, delle corti benedettine.
 
Visita per :  tutti; ideale anche per scolaresche che vogliano scoprire i segreti del restauro del libro
Costi: offerta libera
Indicazioni per la visita:
Orari visite guidate Domenica e giorni festivi:
Ora solare: 14,30; 15,00; 15,30; 16,00; 16,30
Ora legale: 15,30; 16,00; 16,30; 17,00; 17,30
Giorni feriali:
Ora solare: 14,30; 15,10; 15,50; 16,30
Ora legale: 15,30; 16,10; 16,50; 17,30
Le visite sono guidate da un monaco, non è necessaria alcuna prenotazione, nè per singoli visitatori nè per gruppi, offerta libera. Scolaresche solo al mattino con prenotazione, telefonando allo 049/9999300
Nelle richieste via e-mail si prega di fornire sempre un recapito telefonico
Chiuso: tutti i lunedì; Capodanno; Epifania; Mercoledì delle Ceneri; dal giovedì santo alla domenica di Pasqua; Pentecoste; Assunzione; Tutti i Santi; Immacolata; Natale e vigilia.
Tempo di visita /abbigliamento/varie: la visita guidata si sviluppa in circa 35/40 minuti; la visita a tutto il complesso, con una doverosa fermata al negozio interno dove si possono acquistare prodotti della tradizione Benedettina, varia tra l'ora e l'ora e mezza. Essendo un luogo religioso l'abbagliamento e il comportamento deve essere consono e rispettoso delle regole; spazio di parcheggio molto ampio appena fuori dall'Abbazia e spazio anche all'interno che risulta poco accessibile, per la grande affluenza, nei giorni festivi.
A circa 20 minuti dalla città di Padova; è su una laterale sulla sx poco dopo la località Feriole della strada provinciale 89 (SP89) che collega Padova con Teolo/Colli Euganei.
 
Il Monumento e il territorio:  a pochi minuti dalla città di Padova con tutto il suo patrimonio artistico e culturale; a pochi minuti da Abano Terme e Montegrotto Terme con la loro struttura ricettiva di altissima qualità e la possibilità di effettuare trattamenti con i fanghi terapeutici; a pochi minuti dai Colli Euganei da sempre rifugio, soprattutto estivo, per gli abitanti di Padova per trovare refrigerio e buon vino oltre che località da conoscere o scoprire come Arquà Petrarca.
In questa zona si possono acquistare vini di qualità; a una ventina di minuti da Praglia c'è la località Vò, che si raggiunge dopo un itinerario molto bello attraverso i Colli Euganei, dove, tra le innumerevoli cantine, c'è anche la Cantina Sociale multi premiata per i suoi vini tra i quali spicca il "Moscato Fiori d'Arancio" molto gradito a chi piace il vino dolce.
 
Fotogallery:
       
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